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Home » Sport » Date incerte, occhio Italia. Conte medita lo strappo – La Gazzetta dello Sport
07 febbraio 2015 - Milano

Antonio Conte, 45 anni, c.t. dell'Italia dopo Brasile 2014. LaPresse

Antonio Conte, 45 anni, c.t. dell’Italia dopo Brasile 2014. LaPresse

Meglio dirlo subito, per evitare choc e prepararsi in anticipo al piano B: qui rischiamo di perdere Conte. Il c.t. non ha preso bene le “concessioni” del consiglio di Lega e c’è da capirlo. Decidere di “non” decidere la data della finale di Coppa Italia – lasciando tutto in sospeso in attesa di chi la disputerà, invece di fissare un giorno e basta – non configura quel sostegno alla Nazionale che Conte aveva chiesto più volte con foga “contiana”.

Tavecchio: “Era importante finire il 15 maggio”

DIMISSIONI? — Ora Conte potrebbe cambiare idea su una questione cruciale, le dimissioni, pur se in un colloquio serale con Tavecchio gli è stato garantito che alla fine sarà accontentato e presto rassicurato dalla Lega stessa. Le considerava un gesto sbagliato, una debolezza, un “tradimento” di un impegno preso. Ma in queste ore l’impressione è che lui possa sentirsi tradito e quindi sciogliere virtualmente il patto. Le strade praticabili sono due. Intanto, un graduale disimpegno, interpretando cioè in maniera sempre meno estensiva il suo ruolo. Niente più progetti di stage. Niente lezioni, in tuta e scarpette, ai giovani. Niente più appelli al bene comune. Poi, l’addio anticipato. Alla prima offerta economicamente interessante e tecnicamente convincente.

FINALE E RAI — La fine del campionato il 15 maggio 2016 è un buon risultato ma non basta. Lo stage facoltativo, no: d’accordo che non sono date Fifa, ma la Lega è composta dai club che possono decidere il calendario e non l’hanno fatto.

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 Gasport 

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