xxx xxx porn xxx porn
Home » Economia » Draghi fa scendere euro e tassi: BTp in picchiata, il decennale rende … – Il Sole 24 Ore
Storia dell’articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 02 gennaio 2015 alle ore 09:05.
L’ultima modifica è del 02 gennaio 2015 alle ore 17:20.

Non risparmia certo sorprese la prima seduta dell’anno sui mercati. Piazza Affari si muove al rialzo nel pomeriggio, nonostante una breve sbandata dopo i deludenti sul manifatturiero italiano. Bene anche Madrid, mentre gli altri listini europei procedono con maggior prudenza (segui gli indici in diretta). Le note più rilevanti arrivano però dai mercati del reddito fisso e da quelli delle valute. Il rendimento del titolo decennale italiano segna infatti un minimo storico all’1,76%, con lo spread BTp-Bund a 125 punti base. L’euro prosegue invece la sua picchiata scendendo fino a 1,2020 dollari e tornando così sui livelli di oltre 4 anni fa (cambio euro/dollaro e convertitore di valuta). Giù anche il petrolio, che registra nuovi minimi dal 2009 con il Brent sotto 56 dollari al barile.

La spinta di Draghi verso il «Qe»
I movimenti delle prime giornate del nuovo anno sono tradizionalmente legati più alla risistemazione dei portafogli che all’analisi dei vari dati macroeconomici in programma. Il 2015 sembra però scivolare via sulla falsariga delle settimane precedenti, con le attese per un «quantitative easing» della Bce (una nuova manovra espansiva che riguarderebbe presumibilmente l’acquisto di titoli di Stato) a tenere banco. Oggi è un’intervista concessa da Mario Draghi ad Handelsblatt ad alimentare nuove speranze e scommesse: il presidente Bce ha lasciato intendere che sono in aumento le probabilità di un’azione su vasta scala che possa riguardare i bond sovrani.

Spread spagnolo sotto 100 punti, rendimenti negativi sul Bund a 5 anni
«Il rischio che noi non adempiamo al nostro mandato di stabilità dei prezzi è più alto di quanto non fosse sei mesi fa», ha detto Draghi al quotidiano tedesco, spiegando che «siamo nella fase tecnica di preparazione per modificare le dimensioni, la velocità e la composizione delle nostre misure all’inizio del 2015, se queste dovessero essere necessarie, per reagire a un periodo troppo lungo di bassa inflazione». E in questo, ha sottolineato l’ex governatore della Banca d’Italia, «esiste unanimità in seno al Consiglio direttivo della Bce». Le parole spingono agli acquisti su tutti i titoli di Stato europei: segna nuovi minimi storici anche il tasso del decennale spagnolo, con lo spread sulla Germania ora sotto i 100 punti, e scende ulteriormente lo stesso Bund. Ora i i titolitedeschi hanno rendimenenti negativi anche sulla scedenza dei 5 anni: non era mai accaduto.

Delude il settore manifatturiero italiano
A frenare le velleità rialziste in Borsa hanno provato, invano, le ennesime notizie deludenti provenienti dal settore manifatturiero italiano: a dicembre l’indice dei direttori d’acquisto (Pmi) è infatti sceso a 48,4 punti dai 49 del mese precedente quando ci si attendeva una leggera ripresa (49,5). Il fatto che si sia indebolito anche l’indicatore sui nuovi ordini suggerisce inoltre che il settore non tornerà a crescere nel brevissimo termine. Non viaggia per la verità in buone acque neanche il resto d’Europa, visto che la Francia ha rallentato a 47,5 punti (minimi da 4 mesi) così come la Spagna (che però resta a 53,8 punti, cioè sopra la soglia spartiacque fra crescita e recessione). Nel complesso a livello europeo la situazione è leggermente peggiorata (50,6 da 50,8) rispetto al mese precedente. Negli Stati Uniti gli stessi indicatori hanno mostrato un’espansione inferiore alle attese dell’industria manifatturiera (55,5 punti contro 57,6, minimi da 6 mesi).

Permalink


Economia – Google News

No comments yet... Be the first to leave a reply!

Leave a Reply

*

code