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Home » Spettacoli » Festival di Roma, trionfano l’inglese Trash. Per l’Italia Fin qui tutto bene – Il Messaggero
Quest’anno, al Festival di Roma, il pubblico era l’unico giudice. E ha fatto trionfare “Trash”, la fiaba firmata da Stephen Daldry e ambientata nelle favelas brasiliane: la giuria popolare ha infatti assegnato al film del regista inglese il Premio del Pubblico BNL nella sezione Gala. “Trash”, presentato in collaborazione con Alice nella città, ha vinto anche il premio speciale della giuria nella sezione autonoma e parallela dedicata al cinema per ragazzi.

I premi. Gli altri premi decisi dagli spettatori: “Shier Gongmin-12 Citizens” di Xu Ang ha vinto nella sezione Cinema d’oggi, “Haider” di Vishal Bhardwaj a Mondo Genere, “Fino a qui tutto bene” del pisano Roan Johnson (un piccolo gioiello di sceneggiatura, recitazione e comicità) si è imposto a Cinema Italia e “Looking for Kadija” di Francesco G. Raganato nella stessa sezione tra i documentari. “Largo Baracche”, potente affresco sui giovani dei quartieri malfamati di Napoli diretto da Gaetano Di Vajo, è stato premiato dalla giuria degli esperti. Il premio Taodue migliore opera prima è andato invece a “Escobar: Paradise Lost di Andrea Di Stefano”, con Benicio Del Toro nel ruolo del famoso narcotrafficante, mentre il commovente “Last Summer” di Leonardo Guerra Seràgnoli ha avuto una menzione speciale e alcuni premi collaterali.

Attori. Tra i vincitori di questa edizione vanno segnalati l’irresistibile Marco Marzocca che per “Buoni a nulla” ha vinto il premio Lara messo in palio dagli agenti cinematografici. E il diciottenne romano Andrea Lattanzi che ha sbaragliato i rivali nel corso della maratona di provini organizzata dal Gioco del Lotto, davanti a giudici illustri come Verdone, Luchetti, Wertmüller. Farà ora uno stage di recitazione e prenderà parte a un film nel corso del 2015.

Il bilancio. Quest’anno, al Festival, gli ingressi in sala sono stati 80mila, 150mila le persone che in nove giorni hanno gravitato intorno all’Auditorium. Da sottolineare l’aumento degli sponsor (con un investimento finanziario del 46 per cento in più) e va sottolineato il boom del mercato, che ha registrato il 35 per cento in più di compratori internazionali e un numero cospicuo di incontri, proiezioni, trattative. Anche se non si può fare il confronto con gli anni precedenti (Alice nella città si è staccata dal Festival e le proiezioni del Maxxi sono diventate gratuite), il presidente Paolo Ferrari, il dg Lamberto Mancini e il direttore artistico (in scadenza) Marco Müller considerano questa nona edizione del Festival «un grande successo».


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