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Home » Economia » Fiat, boom in Borsa per l’accordo: +16% – La Stampa

A Piazza Affari il titolo vola. Elkann e Marchionne: «E’ un momento storico».
Cisl esulta. Camusso: dicano cosa vogliono fare in Italia. Plauso di Zanonato.
Immatricolazioni giù, la quota di mercato del Lingotto si è attestata al 28,67%

Piazza Affari ha chiaramente promosso l’accordo di Fiat con il fondo Veba per salire al 100% di Chrysler: il titolo della casa automobilistica italiana, sul quale gli acquisti sono partiti a inizio seduta, è salito del 16,4% finale a 6,92 euro tra scambi pari al 6,4% del capitale. Molto bene Exor, cresciuta del 4,4% a 30,2 euro.  

L’ad di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, e il presidente del Lingotto, John Elkann, hanno spiegato in una email ai dipendenti che l’accordo con Veba segna «un momento storico» e «l’inizio di un nuovo capitolo» del futuro del gruppo. Secondo Fitch, l’intesa raggiunta ieri non avrà un «impatto immediato» sul rating della società e avrà un «incremento modesto sul bilancio consolidato del gruppo Fiat». 

La reazione del governo italiano è stata positiva: il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta ha parlato di una «dimostrazione delle capacità dell’industria italiana sia in termini di immagini che sostanziali». «È un nuovo segnale – ha osservato – che si aggiunge a quelli della ripresa in atto, aggiunge un tassello al mosaico della ripresa». Plaude il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato: «L’accordo raggiunto fra Fiat e Veba per l’acquisizione del controllo del 100% di Chrysler è una notizia molto positiva. L’operazione, perseguita con determinazione dalla proprietà e dal management di Fiat nel corso di questi anni, dimostra come il nostro Paese abbia nel proprio patrimonio industriale e tecnologico una forza competitiva di primissimo piano, grazie alla quale è stato possibile costruire un produttore di autovetture di importanza globale».  

«L’accordo- prosegue Zanonato- è la premessa affinché il nuovo gruppo Fiat-Chrysler consolidi ulteriormente la propria posizione a livello europeo e internazionale, mettendo al centro delle proprie strategie di crescita gli stabilimenti, le competenze e la tecnologia italiana. Così come è la premessa per portare a termine gli investimenti avviati nei siti produttivi di Grugliasco e Melfi e concretizzare quelli recentemente annunciati sul sito di Mirafiori. Come Governo- conclude- siamo pronti a supportare le strategie di crescita e occupazione di questa grande multinazionale dell’auto che si è venuta a creare». 

Di «fatto storico» parla il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo cui è anche merito dell’azione responsabile della Cisl e di altri sindacati «se oggi la Fiat è un vero gruppo globale». Secondo Bonanni l’operazione «avrà positive ripercussioni non solo per gli stabilimenti Fiat in Italia ma per tutto il nostro sistema-paese. La Fiat avrà certamente più risorse da destinare agli investimenti in Italia, con positive ricadute anche per l’indotto». Convinto che l’acquisizione sia «la migliore garanzia per gli stabilimenti italiani» il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, secondo cui l’acquisizione avrà «riflessi positivi per l’economia italiana». 

Più cauta invece la leader della Cgil Susanna Camusso, secondo cui l’acquisizione è un fatto di grande rilevanza, ma «dopo questo importante passaggio che definisce l’assetto proprietario è indispensabile che Fiat dica cosa intende fare nel nostro Paese, come gli stabilimenti italiani possano trovare la loro collocazione produttiva nel gruppo, così come auspichiamo che la direzione dell’impresa, intendendo con questo la direzione strategica e la progettazione, resti italiana e mantenga una presenza qualificata in Italia».  

Intanto, il Lingotto ha reso note i numeri delle immatricolazioni. Nel 2013 Fiat Group Automobiles ha immatricolato in Italia 373.771 nuove vetture, in calo del 9,94% rispetto alle 415.046 del 2012. A dicembre invece le vendite del Lingotto sono scese del 2,62% a 24.809 unità, contro le 25.476 di un anno fa. A novembre le immatricolazioni del gruppo Fiat erano scese del 12,33%. Nel 2013 la quota di mercato di Fiat Group Automobiles in Italia si è attestata al 28,67%, in calo rispetto al 29,58% del 2012.  


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