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Home » Sport » Gp di Cina, Hamilton in pole – Corriere della Sera

SHANGHAI – Dominante e implacabile, assieme a quella Mercedes che d’altro canto annota i primi segni di nervosismo e i troppi errori di Nico Rosberg, Lewis Hamilton conquista la pole position numero 34 della carriera, la terza della stagione. E’ un mago della pioggia, Luigino, visto che le qualifiche si tengono sotto l’acqua. Ma obiettivamente lo è stato anche in condizioni «dry». Così se il suo urlo di battaglia è chiaro sul Gp della Cina, la eco si propaga all’intero campionato: siamo appena alla quarta gara del 2014, ma l’iridato del 2008 manda messaggi inequivocabili: è vero che Rosberg per ora è sempre in testa al Mondiale, ma è anche sotto gli occhi di tutti che il compagno di squadra lo sta sempre più sormontando. Nel frattempo, crescono le quotazioni della Red Bull e in particolare quelle di Daniel Ricciardo (secondo, come nella gara d’esordio nella «sua» Australia), che prosegue un refrain analogo a quello tra Hamilton e Rosberg alle Frecce d’Argento: è quasi sempre più veloce di Sebastian Vettel, alla faccia dei quattro titoli iridati del tedesco. L’impressione è pure sul fronte delle auto blu ne vedremo presto delle belle: sarà interessante verificare se la Red Bull, per privilegiare Vettel, frenerà Daniel come spesso ha fatto con Mark Webber. La Ferrari? E’ quinta con Fernando Alonso, nel giorno in cui Kimi Raikkonen, non ammesso al Q3, annota un’altra battuta a vuoto e ribadisce le difficoltà del finlandese con questa monoposto. Fernando probabilmente non poteva fare di più ed è probabile che la pioggia non abbia aiutato la Rossa. Ma è tutto da dimostrare che nel Gp, previsto su pista asciutta, la Ferrari dell’iberico possa dimostrarsi, come nelle prove libere, la prima alternativa alle Mercedes.

Q1

Pioggia, come al mattino durante il P3 disertato da alcuni piloti (tra questi Hamilton e Alonso) e frequentato di malavoglia da tanti altri. Quasi tutti scelgono le gomme da bagnato estremo, ma la pista è comunque insidiosa e anche Nico Rosberg, prima di diventare il primo leader della sessione (su Hamilton e Vettel), lo sperimenta con un’uscita di pista. La Lotus conferma che Pastor Maldonado non parteciperà alle qualifiche per un problema di motore: il venezuelano, che dovrebbe scontare un -5 sulla griglia del via per il violento cozzo contro Gutierrez in Bahrein, parteciperà al Gp solo se i commissari gli concederanno una deroga rispetto alla regola che occorre stabilire un tempo almeno pari al 107% di quello del migliore. La visibilità e la pioggia sembrano peggiorare a 5 minuti dal termine del Q1 (in totale, 18’ per la parte iniziale della sessione), ma al momento non ci sono allarmi di bocciatura per i piloti principali. A 4’ dal termine, Vettel va in testa, su Rosberg, Hamilton, Ricciardo e Alonso. L’altro ferrarista, Raikkonen, non brilla (11°) ma pare fuori pericolo, anche se per il finale ci sono piloti che tentano la carta delle coperture intermedie per provare ad abbassare i tempi. Alla bandiera a scacchi, nessuna grande sorpresa: con Maldonado sono scartate le due Marussia e le due Caterham, e non passa il taglio nemmeno Gutierrez con la Sauber. Per Raikkonen, qualche brivido di troppo e l’impressione che continui a soffrire la gestione della F14 T. I primi tre del Q1 sono Hamilton, Hulkenberg e Vettel. Ottavo Alonso, rientrato ai box abbastanza presto per preservare le gomme.

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Gp di Cina, la pole è ancora di Hamilton
Q2

La lotta (di 15’) per entrare tra i 10 migliori vede tutti puntare sulle gomme intermedie, anche se il meteo è sempre penitenziale. Rosberg va in testa, Alonso, veloce nei settori 1 e 2, è secondo; ma nel giro di pochi istanti, ecco il rullo Hamilton, che scavalca la truppa con un tempo pazzesco, di 1’’4 inferiore a quello del compagno di squadra. Ricciardo conferma la sua eccellente forma e sale al terzo posto (-8’ dalla fine), Raikkonen galleggia tra il sesto e il settimo posto. Intanto Vettel manda un segnale (secondo posto provvisorio) e riapre i giochi alle spalle di Hamilton, il cui tempo difficilmente sarà abbassato. A 3’ dall’epilogo rischia molto Massa e anche Magnussen, che non sta più ritrovando le magie di Melbourne, è oltre la zona limite (al Q3 passano i primi 10). L’ultimo sprint parte con Hamilton al comando, con Vettel a quasi mezzo secondo da lui e con Rosberg terzo. Quindi, Ricciardo, Alonso e Grosjean (un po’ di sollievo per la malconcia Lotus). A 6 secondi dalla bandiera a scacchi, Massa fa il tempo (9°) e la sua performance, per ora, elimina Raikkonen. Il finlandese ha un’ultima chance, ma una sbavatura nel settore conclusivo lo punisce: undicesimo tempo. Gli ammessi sono, nell’ordine di classifica, Hamilton, Vettel, Rosberg, Ricciardo, Alonso, Bottas, Grosjean, Vergne, Massa e Hulkenberg. Eliminati: Raikkonen, Button, Kvyat, Sutil, Magnussen e Perez.

Q3

La pioggia al via dell’ultima fase della qualifica non è forte ma è continua. Ad ogni modo bisogna correre il rischio di usare ancora le intermedie, le gomme da bagnato estremo sarebbero troppo penalizzanti. Nel primo tentativo è ancora un monologo di Hamilton: sei decimi abbondanti su Vettel, circa otto sul compagno di team Rosberg. Ricciardo con la seconda Red Bull è quarto, Alonso con l’unica Ferrari rimasta in lizza è quinto e non sembra poter ambire a posizioni migliori. Seguono le due Williams (Massa meglio di Bottas), quindi Vergne (Toro Rosso), Hulkenberg (Force India) e Grosjean (Lotus). Parte ora il secondo e ultimo stint, Rosberg attacca il primato di Hamilton con un eccellente primo settore, ma poi rovina tutto con un grave errore. Ricciardo sale al secondo posto, mentre Hamilton blinda la pole scendendo sotto l’1’53’’, davvero di un altro pianeta anche se Ricciardo ha un sussulto e per due settori pare in grado di impensierirlo. L’australiano alla fine conclude dietro all’inglese, con Vettel terzo, Rosberg (autore di un testacoda sulla dirittura finale) quarto e Alonso quinto. Seguono: Massa, Bottas, Hulkenberg, Vergne e Grosjean. Per il Gp si annuncia tempo asciutto, ma lo scenario non cambia: chi riuscirà a stare davanti alla Mercedes e ad Hamilton in particolare?

19 aprile 2014 | 09:18

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