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Home » Economia » Il peso del fisco cresce e si riducono gli stipendi – L’Arena

Ogni famiglia in media pagherà 15.329 euro per le tasse e negli ultimi 13 anni il reddito è diminuito di 8.300 euro

ROMA
Su ogni famiglia grava un carico medio di tasse di oltre 15mila euro (15.329): in media 1.277 al mese se ne vanno tra imposte, tasse, tributi regionali e comunali e contributi previdenziali, tanto che quest’anno, mentre il carico è destinato a toccare il record storico del 44%, i contribuenti italiani hanno lavorato fino all’11 giugno solamente per saldare il proprio conto con il fisco.
Il calcolo è stato fatto dalla Cgia Associazione artigiani piccole imprese, di Mestre, secondo la quale quest’anno serviranno 161 giorni di lavoro per pagare le tasse, come nel 2011, contro i 160 che sono stati necessari del 2013 e i 155 del 2010 e del 2011.
La Cgil invece ha fatto il conto di quanto reddito è stato perduto negli ultimi 13 anni: dal 2000 a oggi le famiglie di lavoratori hanno guadagnato 8.300 euro in meno, a causa della scure del fisco che ha determinato un vero e proprio crollo dei salari. E se già c’è una netta differenza tra dipendenti e professionisti o imprenditori, che invece nello stesso periodo hanno guadagnato complessivamente 3.142 euro, la fotografia della crescente disuguaglianza arriva dal divario tra lavoratori e top manager. Secondo il rapporto del sindacato di categoria Fisac, Federazione italiana sindacato assicurazione credito, della Cgil, infatti, per un lavoratore dipendente ci vogliono in media 225 anni. «Ben oltre due secoli», sottolinea il rapporto, per guadagnare quanto un top manager incassa in un anno, mentre negli anni 70 un manager arrivava a guadagnare al massimo 20 volte più di un operaio, non «anche 250».
Il salario medio, evidenzia lo studio della Fisac-Cgil, si attesta a 1.327 euro ma a restare sotto la soglia dei mille euro sono tra i sei e i sette milioni di persone, in particolare i giovani, mentre sono oltre sette milioni i pensionati nella stessa condizione.
A pesare sulla riduzione dei salari, osserva la Cgil, sono proprio le tasse, che, sostiene il centro studi della Cgia di Mestre, comunque nel 2013 sono calate in media di 325 euro rispetto al 2012 grazie all’abolizione dell’Imu, ma quest’anno il peso è destinato ad aumentare a causa dell’introduzione della Tasi e degli effetti legati all’aumento dell’aliquota Iva avvenuto a ottobre 2013.
«Nonostante la restituzione degli 80 euro ai redditi più bassi», dichiara Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia «con un carico fiscale di questa portata sarà difficile rilanciare i consumi delle famiglie. Il livello di arrabbiatura raggiunto nei confronti di un fisco sempre più aggressivo e pretenzioso, ha fatto scendere ai minimi storici la fiducia dei consumatori italiani».


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