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Home » Sport » Juve, casa dolce casa: allo Stadium Udinese ko – La Stampa

Lasciate ogni speranza voi che entrate (allo Juventus Stadium): l’anno scorso, per i nemici, Antonio Conte lo rese infernale, con 19 vittorie su 19, e ieri sera Massimiliano Allegri ha acceso le stesse fiamme, polverizzando l’Udinese. Bombardata nel primo tempo (11 tiri) e occupata militarmente fino a pochi metri dalla porta (59 per cento di possesso palla). Un delitto, per i bianconeri di casa, arrivare a metà sull’1-0. Difatti, anche il tecnico ne ha parlato: «Non sono preoccupato, ma è normale che per le occasioni create e per i tiri in porta che abbiamo fatto, dovevamo fare più di un gol». Perché poi il pericolo è dietro l’angolo: «Come sul calcio d’angolo – sottolinea Allegri – dove abbiamo rischiato il pareggio. Ci sono anche gli avversari, che a un certo momento ti possono creare delle difficoltà». E contro nemici meno innocui di Chievo e Udinese potrebbe andare peggio. Resta che anche ieri sera Gigi Buffon avrebbe potuto prendersi il giorno libero. Al massimo ci ha pensato la difesa, Caceres-Bonucci-Ogbonna, sempre efficaci, e pure Evra, che ha mostrato grande conoscenza del postulato della diagonale. 

Davanti, fuochi d’artificio, a cominciare da Carlos Tevez che, bontà sua, ci teneva a giocare nonostante l’acciacco di giovedì: in gol dopo otto minuti, nella ripresa ha donato il pallone a Marchisio per la fiondata del raddoppio. Ma è nel primo tempo che si sono mossi bene un po’ tutti, a partire da Evra, sorprendente non avendo mai fatto la fiancata di un centrocampo a cinque. Alla grande Pereyra, magari un po’ anarchico, ma capace di grandi inserimenti, alla Vidal, sbattendosi pure dietro. 

E’ solo calato, tanto, nella seconda metà. Ha invece badato troppo allo show Pogba: qualche piroetta da fenomeno, ogni tanto una svagatezza, e un gol mangiato. Basta e avanza però per schiantare l’Udinese, mai esistita in Di Natale, e solo in un paio di giocate in Muriel. Non molto di più del Chievo, insomma. Alla fine, Allegri era ovviamente soddisfatto: «In contropiede non abbiamo mai rischiato niente, i ragazzi sono stati molto bravi. Abbiamo tirato molto in porta e abbiamo creato». E quasi non t’accorgi che mancavano Barzagli, Chiellini («rientra martedì»), Vidal e Pirlo: mica spiccioli. Se può bastare anche in Champions lo sapremo martedì, quando arriverà il Malmoe: non è l’Atletico, ma l’anno scorso la Coppa scivolò via tra Copenaghen e Istanbul. Occhio. 

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