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Home » Sport » La Juve perde con la Fiorentina, ma ci sono tre buoni motivi per cui … – Il Sole 24 Ore
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Questo articolo è stato pubblicato il 06 marzo 2015 alle ore 08:33.
L’ultima modifica è del 06 marzo 2015 alle ore 10:37.

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La Juventus perde in casa, e già questa è una vera notizia visto che ai bianconeri non accadeva da inizio 2013. Basta e avanza per definire “impresa” quella degli uomini di Vincenzo Montella. Ma prima di dare per quasi chiusa la semifinale di Coppa Italia, con il passaggio del turno dei viola, ci andrei sinceramente con i piedi di piombo.
Per almeno tre buoni motivi. Primo, il ritorno è tra un mese, e le squadre potrebbero essere in condizioni di forma completamente diverse da oggi. Secondo, la Juventus in questo lasso di tempo chiarirà il suo futuro in Champions League: se fosse ai quarti (con vista sulla semifinale) la Coppa Italia diventerà un peso, in caso contrario un obiettivo da raggiungere. Terzo, le due squadre si sono affrontate a ranghi incompleti (entrambe) ma è inutile dire da che parte penda l’ago della bilancia in caso di scontro con tutti i titolari in campo.

Per ora, comunque, si registra l’importante 2-1 ottenuto dai viola allo Juventus Stadium con doppietta di Salah. Quando la Fiorentina ha ceduto Cuadrado prendendo l’egiziano ho detto che nel cambio si era un po’ indebolita: continuo a crederlo, nonostante i gol messi a segno a raffica in questo avvio di esperienza italiana, perché mi sembra un buon giocatore non baciato dalle stimmate del fuoriclasse. I gol sono importanti, ma non sempre bastano: e del resto la classifica dei capocannonieri è andata in passato a gente come Protti, Lucarelli e Hubner, seri professionisti ma non proprio membri dell’Olimpo del calcio.

Salah, comunque, in questo periodo è in stato di grazia: se poi si trova di fronte la difesa “di ripiego” di casa Juventus non gli viene difficile metterla dentro. E il secondo gol, non dimentichiamolo, arriva su un mezzo regalo di Marchisio. Il pareggio, momentaneo, è di Llorente, ma i bianconeri cedono alla distanza dopo aver prodotto un primo tempo tutto sommato buono. Tiene invece la Fiorentina, evidentemente in condizioni di forma fisica migliori, che porta a casa il risultato pieno nonostante un tentativo di forcing dei padroni di casa nei minuti finali.

Qualificazione alla finale di Coppa Italia che si deciderà quindi al Franchi il prossimo 7 aprile, con i tre punti indicati in precedenza che faranno da ago della bilancia.
Per onore del vero bisogna sottolineare il fallo di Kurtic su Coman, costretto a uscire dal campo: per l’arbitro Valeri l’intervento è solo da cartellino giallo, a mio avviso un rosso sarebbe stato più giusto e forse la partita avrebbe avuto un andamento diverso. Ma come sempre in questi casi si tratta di opinioni. Questa volta, invece che dai tifosi della Juventus, riceverò un po’ di insulti da quelli della Fiorentina…

Dalla partita di ieri sera, più che per la semifinale di ritorno, si ricava un’indicazione preoccupante in chiave Champions League. Come ha ammesso lo stesso Allegri nel dopo partita la condizione atletica non è brillante ma “il tempo per allenarsi non c’è”. Le difficoltà juventine emergono soprattutto nei secondi tempi, da qualche settimana a questa parte, e che si tratti di un problema di condizione generale lo dimostra il fatto che anche le cosiddette riserve sono vittime dello stesso calo dei titolari.
Nel ritorno di Champions con il Borussia Dortmund i bianconeri non si troveranno di fronte uno squadrone di campioni, ma sicuramente una squadra aggressiva e votata al pressing a tutto campo, oltre che in crescita dal punto di vista fisico: lo si è visto anche a Torino, dove i difensori juventini venivano aggrediti immediatamente da quattro-cinque avversari.

La partita di Dortmund sarà complicata soprattutto da questo punto di vista e Allegri su questo ha pochissimo tempo per lavorare. Sono convinto che il tutto sia frutto di un azzardo dell’allenatore bianconero che a mio avviso ha deciso di tarare la preparazione per arrivare in forma, dopo una fase di scarico, per il periodo dai quarti di Champions in avanti. Ben sapendo che per poter competere con i top club nella fase calda della manifestazione una condizione atletica perfetta è assolutamente imprescindibile.
Un azzardo, senza dubbio, ma nel caso in cui fosse davvero così e la Juventus eliminasse il Borussia sarebbe anche l’unica via percorribile per tentare di proseguire il cammino europeo. Follia? Forse sì, ma calcolata. Come accaduto nel passato a due signori, Bearzot e Lippi, che fecero lo stesso con la Nazionale italiana: nel 1982 e nel 2006. In entrambi i casi arrivò il mondiale. Non sempre funziona: gli stessi due allenatori “bucarono” i mondiali successivi, quelli dell’86 e del 2010, ma nel fallimento furono aiutati dalla diversa qualità (ed età) dei giocatori a disposizione.
Tra pochi giorni ne sapremo di più (gli ottavi di Champions si chiuderanno tra il 10 e il 18 marzo) e avremo anche indicazioni su cosa potremo aspettarci dalla gara di ritorno in casa di una Fiorentina che, in questa stagione, sta meritando i molti apprezzamenti finora ricevuti.

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