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Natale cenone casalingo per 9 italiani su 10 14:08 24 DIC 2013

(AGI) – Roma, 24 dic. – Natale a casa propria, con parenti o amici, per nove italiani su dieci che spenderanno in media 97 euro. Mentre soltanto il 3% andra’ al ristorante. Lo dice un’analisi Coldiretti/Ixe’, dalla quale emerge che il tradizionale pranzo e cenone di Natale quest’anno fa segnare una forte riscoperta dei piatti del passato. “Nel dettaglio – sottolinea la Coldiretti – nel 16% delle famiglie si spendera’ dai 30 ai 50 euro, nel 41% tra i 50 ed i 100 euro, nel 30% dai 100 ai 200 euro e una minoranza del 6% si manterra’ sopra i 200 euro. La maggioranza del 57% degli italiani – sottolinea la Coldiretti – prevede infatti di spendere come lo scorso anno a tavola per il Natale, mentre il 25% pensa di tagliare fino alla meta’ della spesa e solo per un 4% il budget per pranzi e cenoni sara’ meno della meta’ dello scorso anno”.

“Al contrario – precisa la Coldiretti – c’e’ un 12% che prevede di spendere di piu’ per il menu della festa piu’ importante dell’anno. Non si rinuncia dunque a preparare pranzi e cenoni o a gratificare parenti e amici con gustosi omaggi utili, ma – sottolinea l’associazione – si qualifica la spesa, con una netta preferenza di prodotti del territorio locali e made in Italy. Si assiste – precisa – a una fortissima attrazione verso la riscoperta del legame con i prodotti del territorio che si esprime sempre di piu’ attraverso la preparazione delle ricette del passato che, nonostante i profondi cambiamenti negli stili di vita, rimangono fortemente radicate nella popolazione”. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ il 67% degli italiani responsabili della preparazione dei pasti portera’ in tavola prodotti made in Italy, il 28% addirittura locali o a chilometri zero e l’11% prodotti biologici.

“Insieme a spumante e panettoni, presenti praticamente ovunque, tra i prodotti regionali piu’ gettonati – conclude la Coldiretti – ci sono il panone di Natale in Emilia Romagna, u piccilatiedd in Basilicata, il panpepato in Umbria, la pizza di Franz nel Molise, lu rintrocilio in Abruzzo, le pabassinas con sa sapa in Sardegna, la carbonata con polenta in Valle D’Aosta, il pangiallo nel Lazio, le carteddate in Puglia, i canederli in Trentino, la brovada e muset con polenta in Friuli, i quazuni’elli in Calabria, il pandolce in Liguria, la pizza de Nata’ nelle Marche, i buccellati in Sicilia, il brodo di cappone in tazza in Toscana e l’insalata di rinforzo in Campania”.


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