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Home » Economia » Padoan: avanti con il rigore ma sfruttando i margini di flessibilità già … – Il Sole 24 Ore
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Questo articolo è stato pubblicato il 22 marzo 2014 alle ore 16:38.
L’ultima modifica è del 22 marzo 2014 alle ore 17:49.

(Ansa)(Ansa)

«Queste riforme saranno utili a noi ma anche all’Europa». È in questa frase il senso dell’intervento del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan al Forum Confcommercio di Cernobbio, che da un lato rassicura sulla volontà del Governo di procedere sulla via del risanamento rispettando i vincoli europei («dobbiamo crescere senza mettere a rischio i conti»), dall’altro lancia un messaggio indiretto a Bruxelles ricordando però che quegli stessi vincoli giù prevedono forme di flessibilità per tenere conto dell’andamento del ciclo economico, con margini già concessi in passato ad altri paesi.

Certo, sul rigore non si sgarra, e la stabilità di bilancio è «condizione indispensabile per permettere lo sviluppo futuro del paese e la strategia di politica economica del governo si basa sul rafforzamento del processo di consolidamento dei conti pubblici», ma l’adozione di riforme, ricorda il ministro, presuppone anche esigenze di investimento, dunque la necessità di trovare nuove risorse.

L’obiettivo, spiega Padoan, non è quello di cambiare le regole – perché la politica italiana di bilancio resterà nel quadro comunitario – ma sfruttare i margini di flessibilità già esistenti e già concessi ad altri paesi in passato per consentire loro di procedere sulla via della ripresa.
Rigore, dunque, ma sfruttando ogni margine di bilancio concesso già nelle regole Ue.

La spending review, ricorda Padoan, che non è un’operazione punitiva di tagli lineari ma un’aggressione a vari livelli di inefficienza, dispiegherà i suoi effetti completi nei prossimi anni ma deve essere chiaro che «queste misure all’inizio fanno male» e dunque deve esserci un forte impegno politico in questo senso.

Alle riforme note e in parte già avviate, legate al mercato del lavoro, alla delega fiscale e alla spending review, Padoan aggiunge le privatizzazioni, annunciando un nuovo piano che andrà oltre quanto già previsto dall’esecutivo precedente. «Vogliamo accelerare – spiega – anche perché in questo momento l’attenzione dei mercati è rilevante e crescente».
Ben vengano – aggiunge – le proposte delle associazioni e delle parti sociali, purché compatibili con le esigenze di bilancio. Anche se, conclude sorridendo, «Il ministro dell’Economia è conosciuto in genere come signor “no” ma io credo che il vocabolario del ministro debba essere più ampio».

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