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Home » Salute » Stop alla giungla delle tariffe, fissati i prezzi “giusti” dei farmaci – Online-News

Addio agli acquisti ‘follì in sanità. E anche alla giungla dei prezzi che, per una stessa siringa, vedeva una Asl spendere anche il 135% in più di un’altra azienda, oppure pagare uno stent coronarico quasi 700 euro. L’Osservatorio dei contratti pubblici ha infatti messo a punto i primi prezzi di riferimento, basati su un confronto più dettagliato per tipologia e qualità rispetto a quello pubblicato nel 2012, che portò alla luce enormi differenze di spesa. Si scoprì ad esempio che c’erano Asl che pagavano gli inserti di protesi all’anca 284 euro e altre aziende sanitarie che sborsavano oltre 2.500 euro. La cosa suscitò scandalo, ma anche polemiche. Diverse imprese, ad esempio quelle biomedicali, criticarono il criterio adottato dall’Authority e si rivolsero ai tribunali amministrativi, che effettivamente riscontrarono carenze nel sistema di classificazione dei dispositivi medici. Ora, anche a seguito delle osservazioni sollevate da alcuni Tar, il lavoro è stato rifinito e modellato. Al momento la rilevazione riguarda 116 prezzi di riferimento ottenuti dalla disaggregazione, per dosaggio e forma farmaceutica, di 69 principi attivi di uso ospedaliero. Ma a breve l’Osservatorio fisserà i ‘giusti prezzì anche per i dispositivi medici e per i servizi di pulizia, lavanderia e ristorazione. Dall’analisi della tabella consultata dall’Adnkronos Salute – che prende in considerazione 69 principi attivi tra cui antibiotici, chemioterapici, anti-epatite, antimicotici, divisi a loro volta a seconda del dosaggio e della forma (fiala, flacone, capsule, siringa) – emerge, ad esempio, che il prezzo di riferimento del paracetamolo in fiale (10 MG/ML 50 ML) è di 0,75 euro. Quello del’anticoagulante eparina sodica in fiale (25000 UI 5 ML) è invece fissato a 2,05 euro. Per l’antitrombina III umana (dosaggio 1000 UI in flacone) il prezzo fissato è di 145 euro, importo che corrisponde al prezzo minimo rilevato dall’Osservatorio nel 2012. Anche se c’erano Asl che, si scoprì, pagavano lo stesso farmaco 330 euro.

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