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Home » Uncategorized » Tasse? Tabaccai e ricevitorie non le pagano. – Finanza.com Magazine

L’Erario italiano, già messo profondamente in crisi dall’evasione fiscale e dall’incapacità di far fronte all’enorme deficit accumulato nel corso dei decenni passati, deve ora far fronte ad un nuovo allarme. Si tratta del mancato pagamento di quanto dovuto da parte di tabaccherie e ricevitorie.

Perché ricevitorie e tabaccherie non pagano le tasse.
I cittadini italiani sono obbligati a pagare le imposte, venendo controllati costantemente.
Tabaccai e ricevitorie invece, sfruttando un anello debole nella lunga catena della riscossione delle imposte, pagano molto meno di quanto dovrebbero all’Erario.
Questo anello debole è quello che riguarda i ricavi provenienti dal gioco e della riscossione di imposte quali bolli auto, multe, tassa sui rifiuti e canone radio-televisivo.
I giudici contabili della Regione Lazio hanno lanciato l’allarme, presentando un esposto alla Corte dei Conti per segnalare i versamenti dovuti e non effettuati all’Erario.
I tabaccai, le ricevitorie lotto e le delegazioni dell’Aci sono obbligati, quando ricevono pagamenti per tali imposte, a restituire allo Stato o all’Ente Locale di competenza quanto incassato in suo nome.
Però, spesso, succede che tabaccai, ricevitorie e delegazioni dell’Aci trattengano molto più di quanto loro spettante come commissione (generalmente tra uno e due euro).
Però, pur essendo esattori dello stato e di conseguenza agenti contabili, hanno un gran margine di manovra e spesso eludono l’obbligo di rendere conto del loro operato davanti ai giudici contabili.
La multa per la mancata denuncia è infatti estremamente modesta: 5 mila euro.

Il settore del gioco lecito.
Analogamente, anche gli esercizi che detengono concessioni per il gioco d’azzardo lecito, riescono spesso a non pagare quanto dovuto.
L’incertezza dei ricavi infatti provoca una massiccia evasione, grazie ad una certa approssimazione al momento di effettuare il rendiconto.
Il fenomeno è endemico e di difficile rilevamento.
Nel 2013, in seguito alle varie denunce presentate alla Corte dei Conti del Lazio, si sono recuperati ben 30 milioni di euro. 
Il pubblico ministero regionale Angelo Raffaele De Dominicis ha sottolineato che alla base dei tentativi di frode c’è il mancato collegamento telematico tra erario e terminali di gioco.
Il danno per le arche statali, se non si risolvesse presto questa gravissima questione, è destinato ad aggravarsi, con conseguenze durissime per i cittadini che vedrebbero aumentare a dismisura le imposte da pagare per permettere alla Pubblica Amministrazione di far fronte ai suoi debit.

Ama, Alitalia e Atac
Un altro grattacapo per la Regione Lazio è rappresentato dall’emorragia di denaro per il trasporto pubblico, per le ex municipalizzate e per la compagnia di bandiera.
Alitalia deve all’Erario 2,323 miliardi di euro.

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