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“Presenteremo la spending review alle Camere. Il commissario ci ha fatto un elenco, ma toccherà a noi decidere. Come in famiglia se non ci sono abbastanza soldi sono mamma e papà che decidono cosa tagliare e cosa no”. Il premier, durante l’informativa alla Camera sugli incontri avvenuti in Europa e in vista del prossimo Consiglio europeo, spiega chiaramente la sua linea sui tagli del governo Renzi.

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Un piano, quello dei tagli alla spesa pubblica, di ben novecento milioni, ha spiegato il commissario Carlo Cottarelli. Nel mirino della spending review finiscono gli enti locali e i partiti, con una sforbiciata ai Comuni, Regioni e partiti dai 200 milioni di quest’anno ai 400 nel 2016, passando per i 300 milioni del 2015. Il decreto legge sul finanziamento ai partiti diventato norma dello Stato appena un mese fa viene bocciato dal commissario, che chiede piuttosto una decisa accelerazione.

Negli Enti locali, viene prevista l’unione dei Comuni sotto i 5mila abitanti e la riduzione sia dei loro consiglieri che degli assegni che percepiscono. Anche per le Regioni è prevista una dieta dimagrante. Tagli del 25% anche agli Organi Costituzionali, con una spesa che si dovrà attestare a 1,9 miliardi entro il 2016 contro i 2,4 miliardi attuali.

Cottarelli ha comunque indicato in 7, 18,1 e 33,9 miliardi i risparmi ottenibili dalla revisione della spesa rispettivamente per il 2014 (se i tagli fossero partiti da inizio anno, quindi il dato effettivo sarà inferiore), 2015 e 2016. Non tutte queste risorse, però, saranno a disposizione del governo Renzi per il taglio del cuneo fiscale o altri interventi. La legge di Stabilità del 2014 ne impegna già una parte consistente, soprattutto per il 2015 e il 2016.

Renzi, in compenso, ha rilanciato l’idea del taglio dell’Irpef nelle buste paga di chi guadagna fino a 1.500 euro al mese: “E’ solo un primo passo per rivitalizzare il mercato interno ora bloccato”. Infine la voce pensioni, tra esodati e Quota 96, con una possibile introduzione del contributo di solidarietà “sugli assegni Inps più alti”. Ma quali sono le pensioni più alte?


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